K E N Y A : informazioni e forum --- Il Kenya di Donatella e John masai

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 AIEIA :Le newsletter

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donamasai
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MessaggioOggetto: AIEIA :Le newsletter   Dom 27 Mar 2011, 12:31 pm

DA ggi posteremo qui le newsletter della AIEIA:..
per chi volesse sempre piu' info puo' chiedere anche a noi o rivolfersi direttamente alla associazione...
DOna
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MessaggioOggetto: Re: AIEIA :Le newsletter   Lun 28 Mar 2011, 8:31 am

Ciao.
Non perdere l’ultimo numero di OASIS.
Sulla rivista in edicola questo mese è stato pubblicato un portfolio intitolato "Magie africane" sul lavoro svolto in Africa dal nostro Specialist Member AIEA Sergio Pitamitz.
Sergio è inoltre entrato a far parte del pool di fotografi della prestigiosa testata di natura portando il nostro nome nel mondo della fotografia naturalistica .
www.pitamitz.com

Accompagnato dal nostro Vice Presidente, Expert Member e Safari Guide Massimo Vallarin e dal nostro Expert Member Davide Gremmo, durante un entusiasmante safari fotografico attraverso gli splendidi parchi del Kenya, Sergio ha potuto fotografare la splendida flora e fauna per cui l’AIEA lotta quotidianamente.

Allo stesso tempo ha potuto assaporare la quotidianità di due dei nostri membri fondatori dell’Associazione, da tempo residenti sul territorio, vivendo emozioni uniche coronate da un breve soggiorno presso il Lualenyi Camp di Davide in una cornice al di fuori delle rotte usuali .
www.lualenyi.com

Grazie Sergio, in attesa di vedere il servizio pubblicato su OASIS ,ti porgo un calorosoRingraziamento a nome di tutti gli Specialist ed Expert member Aiea.


Andrea BORTOLUZZI

Segretario generale AIEA

Andrea.bortoluzzi@espertiafrica.it

www.espertiafrica.it

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MessaggioOggetto: Re: AIEIA :Le newsletter   Gio 31 Mar 2011, 10:53 pm

AIEA E OASIS, UN SODALIZIO DAVVERO AVVINCENTE.


L’Associazione Italiana Esperti d’Africa è nata circa 6 anni fa con l’intento di formare le guide parlanti italiano
in Africa. La sua genesi venne richiesta da alcuni operatori turistici italiani ed africani affinchè si creasse un pool di guide eccellenti in grado di soddisfare le esigenze dei viaggiatori italiani.



In anni di lavoro e formazione abbiamo incontrato persone ed organizzazioni davvero interessanti, con molte di loro abbiamo iniziato collaborazioni uniche e molto proficue, con altre abbiamo addirittura realizzato progetti importanti come la preservazione delle specie a rischio di estinzione. Oggi AIEA ed i suoi 20 Expert e Specialist members, sono un punto di riferimento nel panorama africano, sostenendo concretamente molti progetti africani.



I riconoscimenti ricevuti sono davvero tanti e alcuni davvero eccezionali come quelli degli enti del turismo,
di Act for Nature, Living with Lions, ecc.
Oggi, però, tocca a noi della AIEA riconoscere la competenza e professionalità di qualcuno che, come noi, si impegna per la preservazione del mondo. In questo caso parliamo di una delle riviste di natura più conosciute e blasonate nel panorama italiano: OASIS, natura popoli, esplorazioni e fotografia.



Il primo vero incontro della AIEA con OASIS è avvenuto quasi per caso: un pomeriggio, durante una riunione del direttivo AIEA, ci siamo trovati a riportare tutti la stessa notizia, trovata sul numero 163 di OASIS, dove si parlava del trasferimento degli elefanti per mezzo di una gru. Fu singolare vedere che tutti gli Expert Member del direttivo leggevano Oasis. Da quel momento abbiamo iniziato a fare un controllo “ufficiale” sulla rivista e sulla qualità dei suoi articoli scoprendo, ben presto, che era davvero elevatissimo.



In poco tempo abbiamo iniziato ad analizzare gli articoli con attinenza africana, a volte imparando anche qualcosa dagli stessi. Fu però solo grazie al nostro Specialist Member Sergio Pitamitz, fotografo professionista, che iniziammo a parlare di legare il nostro nome ad una rivista scientifica. Iniziarono quindi i primi contatti con la redazione, i primi progetti e, finalmente, durante la Borsa Internazionale del Turismo di Milano a febbraio,
AIEA ed OASIS si sono incontrati ed hanno iniziato una stretta collaborazione.



AIEA ha dato il riconoscimento ad OASIS come rivista ufficiale dell’associazione, e OASIS ha espresso un sincero e concreto interesse nel pubblicare gli articoli che gli Expert e Specialist members AIEA potranno fornire e nell’avvalersi della nostra collaborazione e consulenza.



"Avviamo con interesse questa collaborazione - ha detto Eugenio Ecclesiastico, direttore editoriale di Oasis- poichè abbiamo già avuto modo di constatare che i report sull'attività della AIEA, si sono rivelati molto interessanti dal punto di vista giornalistico, fornendo una chiave di lettura insolita. Ciò dovuto al fatto che operando quotidianamente in prima linea sul territorio africano gli operatori AIEA hanno la possibilità di vivere esperienze uniche che ci fa piacere riportare sulle pagine di Oasis a beneficio di tutti i lettori. Lodevole poi l'iniziativa del Premio AIEA che porterà un aiuto concreto sostenendo validi progetti sulla conservazione e sul turismo sostenibile
e al quale volentieri offriamo il nostro appoggio"

Inizia così, dunque, la collaborazione fra l’Associazione Italiana Esperti d’Africa e la rivista di viaggi, natura e cultura OASIS. Il primo progetto comune sarà uno dei più importanti per l’AIEA del 2011: il Premio AIEA per la conservazione e turismo sostenibile in Africa. Premio che verrà indetto a breve da AIEA e che vedrà OASIS come rivista ufficiale e come partner strategico per la divulgazione del premio e dei progetti ad esso collegato.



Andrea BORTOLUZZI


Segretario generale AIEA
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MessaggioOggetto: Re: AIEIA :Le newsletter   Gio 06 Ott 2011, 9:01 am

I numeri di AIEA in 5 anni

3.000 amici su Facebook che ci seguono costantemente, una newsletter di oltre 10.000 contatti, tutti iscritti autonomamente, 26 membri ufficiali fra expert e specialist, 6 guide certificate in 5 paesi africani, 3 fotografi professionisti e di grande spessore, 2 docenti universitari, numerosi giornalisti accreditati, 3 figure di spicco nel panorama documentaristico italiano, un ufficiale di polizia antibracconaggio, decine di iscritti ai nostri corsi di formazione... 6 progetti di conservazione della biodiversità, 3 orfanotrofi realmente supportati e sponsorizzazioni nel 2011 per oltre 20.000 euro, decine di libri pubblicati dai nostri membri ufficiali, migliaia di bit per divulgare ogni giorno il nostro amore per l Africa...

Questo e molto altro e' AIEA. Grazie a tutti voi per il supporto e l'amicizia che ci avete dimostrato in questi anni.

Nuovi riconoscimenti per AIEA


La prestigiosa African Field Guide Association e la nota Limpopo Field Guiding Academy, entrambe affiliate alla Field Guide Association of Southern Africa, hanno riconosciuto l'AIEA, attraverso l'opera del suo presidente Davide Bomben, come partner strategico per la formazione e per la divulgazione del concetto di professional safari guiding.

Crediamo che questi nuovi risultati siano davvero il riconoscimento delle competenze espresse dai membri dell'AIEA. Un grazie a tutti per aver raggiunto questo importantissimo risultato. Inoltre l'AIEA e i suoi esperti e specialist saranno i garanti per la formazione della neo nata Italian Speaking Safari Guide Academy (ISSGA) che, al momento, ha già firmato il protocollo degli standard formativi e deontologici con una decina di tour operator africani che operano in tutto il continente.

Qui sotto i link alle lettere di accreditamento:



Allarme Rinoceronti

Delle 5 specie sopravvissute al mondo alcune sono criticamente minacciate (Java, Sumatra e Rinoceronte Nero) le 2 specie africane invece stanno subendo il più grave attacco di bracconaggio della loro storia: a lanciare l'allarme è l'Organizzazione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).
Il Parco Natura Viva, in collaborazione con l'AIEA (Associazione Italiana Esperti D'Africa) organizza un ciclo di conferenze per sensibilizzare il mondo scientifico riguardo il rischio di estinzione, ma anche per far conoscere le azioni che si stanno intraprendendo per la tutela di questa meravigliosa creatura.
Anche Musei e Parchi zoologici sono in allerta, per essere stati presi di mira da organizzazioni criminali a causa degli enormi interessi suscitati dal traffico del corno di rinoceronte. Il Parco Natura Viva, rappresentato dal suo Direttore Scientifico, Dott. Cesare Avesani Zaborra, partecipa attivamente alla salvaguardia del rinoceronte bianco, sia attraverso il Progetto Europeo di Salvaguardia delle specie (EEP), sia sensibilizzando circa mezzo milione di visitatori ogni anno.
Inoltre, la trentennale esperienza nei safari ecologici in Africa del Tour Operator Il Diamante e la presenza del presidente di AIEA Davide Bomben, guida di safari e ranger in 3 paesi africani, serviranno a comprendere come l'ecoturismo possa diventare una risorsa concreta per la lotta al bracconaggio e per la difesa della biodiversità di parchi e riserve naturali.

Strategie di conservazione in ed ex situ e prevenzione anti bracconaggio del rinoceronte in Sud Africa.

Presentazione del Dr. Douw Grobler e situazione dei Rinoceronti in Europa, popolazione ex situ. Cesare Avesani Zaborra

Attività antibracconaggio e importanza dell'eco turismo nella conservazione del Rinoceronte in Africa. Davide Bomben

Situazione dei Rinoceronti in Sud Africa, strategie di gestione e ruolo della popolazione. Douw Grobler

giovedì 13 Ottobre TORINO- Museo di Scienze Naturali (Aula Conferenze) ore 15.00 Museo Regionale di Scienze Naturali -Via Giolitti, 36 - 10122 Torino Persona di riferimento: dott.ssa Giacoma - cristina.giacoma@unito.it

venerdì 14 Ottobre GENOVA- Acquario (Sala Nautilus) ore 10.00 Acquario di Genova - Area Porto Antico, Ponte Spinola - 16128 Genova Persona di riferimento: Dott.ssa Alessandra Percivale "clinica veterinaria foce" - info@clinicaveterinariafoce.it

sabato 15 Ottobre MILANO- Museo di Storia Naturale (Aula Magna) ore 18.00 Museo di Storia Naturale di Milano - Corso Venezia 55 - 20121 Milano Persona di riferimento: Dott.ssa Michela Podestà - Michela.Podesta@comune.milano.it

domenica 16 Ottobre PARCO NATURA VIVA - (Tendone Masai) ore 16.00 Parco Natura Viva - Loc. Figara, 40 - 37012 Bussolengo - Verona. Alla fine della conferenza il Parco offrirà un rinfresco. Persona di riferimento: Dott. Cesare Avesani Zaborra - assistant.dir@parconaturaviva.it

lunedì 17 Ottobre FIRENZE- Museo della Specola (Salone Scheletri) ore 11.00 Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze Sezione di Zoologia "La Specola" - via Romana 17, I-50125 Firenze Persona di riferimento: Dr. Paolo Agnelli - Paolo.agnelli@unifi.it

martedì 18 Ottobre ROMA- Museo Civico di Zoologia (Sala conferenze ) ore 17.30 Museo Civico di Zoologia - Via Ulisse Aldrovandi, 18 - 00197 Roma Persona di riferimento: Dott.ssa Gloria Svampa - gloria.sv@tiscali.it



AIEA e FISS


L'AIEA in collaborazione con la FISSS (Federazione Survival Sportivo e Sperimentale) organizza in KENYA uno STAGE a NOVEMBRE 2011 suddiviso in 4 Missioni – 4 Ambienti - 8 giorni per 16 protagonisti selezionati tra istruttori ed esperti.

4 MISSIONI:
a) Stage sperimentale di esplorazione africana per istruttori FISSS Master ed Esperti
b) Stage di formazione AIEA (associazione Italiana Esperti D'Africa) per istruttori e operatori FISSS
c) Realizzazione di un primo video documentale in vista di un format per serial televisivo dedicato al Survival scientifico in ambienti non antropizzati.
d) Pianificazioni e ricognizioni in locations adatte a futuri corsi condotti da istruttori FISSS – AIEA in Kenya.

PREMESSA
IL Survival sperimentale prevede esperienze a volte estreme ma normalmente brevi, senza pre-adattamento ambientale e assistenza esterna, con equipaggiamento essenziale minimo o nullo.
Questa esperienza è intesa in questo senso, ma senza velleitarismi o ricerca di rischi inutili. Non sono messi in conto guai particolari e artificiosi, ma il safari sarà una full-immersion estrema e la sicurezza non sarà garantita da una organizzazione esterna ma autogestita dai partecipanti, sperimentatori e programmatori di eventi a discrezione, secondo le loro competenze e professionalità.
Saranno pianificati preventivamente solo alcuni check point, incontri in itinere mirati alla verifica e alla documentazione. Quest'ultima è affidata a professionisti con doppia esperienza (survivalistica e documentaristica). Si prevede che i protagonisti siano 12 più 4 addetti alla logistica e all'eventuale soccorso via mare o in fuoristrada.

4 AMBIENTI

1.RIVA OCEANICA. E' l'ambiente che ha forgiato la nostra specie ai primordi 200.000 anni fa. Il teatro operativo è stato proprio quello scelto da noi: la costa orientale dell'Africa da cui Homo sapiens ha tratto mezzi di sostentamento e lungo la quale ha iniziato la sua migrazione verso Asia ed Europa a partire dal Sudafrica (lo testimoniano i reperti fossili e litici più antichi delle caverne di Mossel Bay e di Blombos).
Le materie prime della nostra prima alimentazione sono state i frutti di mare, i crostacei e la fauna ittica costiera (garanzia di proteine) e geofiti ricchi di carboidrati reperibili nell'immediato retroterra (nutrienti e digeribili come le Fynbos, tuberi analoghi alla manioca o all' igname). Questi alimenti, insieme al cocco, sono ancora reperibili sulla costa interessata dalla prima parte dell'esperienza e i partecipanti potranno usufruirne (per almeno 3 giorni non avranno altro cibo). L'acqua, per quanto un po' salina, è disponibile solo se si scavano pozzi nella sabbia oltre la linea di marea, o dalle noci di cocco, o dai tronchi di alcune piante. Il percorso sulla riva , date le maree di 3/4 metri ogni 6 ore e i bassi fondali, sarà piuttosto difficile quando il mare obbligherà gli sperimentatori a procedere o a stazionare nelle foreste di mangrovie, o ad arrampicarsi sulle falesie di corallo infido per guadagnare la riva sicura dominata da baobab, acacie, pandani, alberi del chinino e bassa vegetazione arbustiva dove possono annidarsi serpenti neurotossici come cobra e mamba e vari viperidi emotossici. La zanzara anofele che trasmette la malaria alligna ovunque e i nostri dovranno difendersi soprattutto da queste. Perciò l'equipaggiamento essenziale deve prevedere in questa prima fase zanzariere e/o repellenti adeguati e/o sistemi di fumigazione. Il percorso partirà dalla base operativa "Salima resort" di Msambweni, località affacciata sulla costa sud di Mombasa, dove i partecipanti alloggeranno il primo giorno per briefing e approvvigionamenti essenziali. Da qui raggiungeranno a piedi il confine con la Tanzania che si trova circa a 30 Km a sud.
2.JUNGLA DI MANGROVIE. Queste sono piante di medio fusto che crescono nelle acque costiere tropicali ed equatoriali sulle linee di marea. Hanno tronchi molto ramificati, radici esposte intricatissime e ospitano grossi granchi di sapore squisito. E' l'ambiente più invivibile e meno percorribile (acqua, fango e sabbie mobili al suolo, senza contare serpenti acquatici, pitoni e zanzare). I survivalisti proveranno a effettuare il primo pernottamento e sperimenteranno tempi e relative distanze di percorrenza media, valutabile in poche centinaia di metri l'ora se sapranno organizzarsi. Arriveranno così al villaggio di Funzi su un'isola costiera dove i locali vivono utilizzando per lo più risorse naturali. Impareranno i vari sistemi di trattamento dei cibi locali e osserveranno l'approvvigionamento e l'uso dei pali di mangrovia (i "boriti") per le costruzioni e del "makuti" (foglie di palma intrecciate sul loro stesso stelo per coprire i tetti di case e capanne in diversi strati).
3.ISOLA DESERTA. A circa un km dalla costa presso il confina della Tanzania e vicino al Parco marino di Wasini si può raggiungere un isolotto desrto in cui i nostri pernotteranno e proveranno a costruire una zattera per raggiungere all'alba la costa. Avranno trascorso così i primi 3 giorni e si trasferiranno subito in un altro ambiente (la savana) con mezzi locali: i leggendari pulmini "matatu" guidati da autisti scriteriati e sovraffollati di "africanitudine".
4.SAVANA . I 12 survivalisti arriveranno in serata alla Game riserve privata di Lualenyi, ai confini del Parco Tzavo west, campo operativo della AIEA e prossimamente base per i corsi FISSS. Un tempo riserva di caccia, la zona è come un tuffo nel Pleistocene. Si estende per decine di km in vista del Kilimangiaro. E' savana aperta classica disseminata di stagni e alture rocciose isolate in cui domina tutta la fauna africana (leoni, elefanti e bufali compresi) in piena libertà di spostamento da e verso il parco nazionale limitrofo. Questo ambiente è stato la culla dell'umanità per tutti gli ominidi ancestrali (australopiteci, Homo habilis, Homo ergaster – erectus). Qui abbiamo imparato a rifugiarci sui rami delle acacie tortilis per sfuggire ai predatori, a scheggiare le prime pietre, a costruire cerchi di rami spinosi intorno a bivacchi ancora senza fuoco e a vagare nell'alta erba gialla evitando vipere soffianti, leopardi o cariche di pachidermi e ungulati pericolosamente territoriali. Pochi turisti attraversano questo territorio in fuoristrada con guide safari, ma i nostri lo attraverseranno a piedi scortati da un expert dell'AIEA opportunamente armato e autorizzato. Questi Walking –safari sono proibiti nei parchi e sempre più rari, perché costosi, difficili da effettuare e abbastanza rischiosi. Il gruppo sarà affiancato da un trakker (cercatore di tracce locale) che lavora per l'AIEA, associazione che si occupa tra l'altro di monitoraggio della fauna protetta (anche tramite radio-collari) e di arginare il bracconaggio, ultima piaga dell'Africa che rischia di sottrarre ai suoi territori la risorsa economica più importante (i selvatici, grazie ai quali il turismo prospera ancora). Il safari a piedi di tre giorni sarà preceduto da un breve corso di aggiornamento AIEA al campo base di Lualenyi dedicato all' etologia africana e alle risorse naturali del territorio, nonché ai principi di sopravvivenza in savana. I survivors durante il trekking non riceveranno aiuti esterni ma saranno monitorati da un gruppo di controllo in fuoristrada e video-ripresi occasionalmente. Il loro problema sarà non incontrare da vicino gli animali più pericolosi ed evitarli (il contrario di quanto cercano invece i turisti motorizzati). A piedi gli umani disarmati sono prede, non più predatori, e anche un fucile, come risorsa estrema cautelativa, può non garantire la sicurezza di tutti (animali compresi, perché l'AIEA non desidera affatto essere costretta a un abbattimento d'emergenza).
Passeranno dunque due notti nei "boma", recinti da loro stessi costruiti con rami spinosi d'acacia, dopo aver attraversato il territorio in più tappe e sostato solo per osservazioni e dimostrazioni particolari da documentare. Per bere depureranno l'acqua degli stagni e mangeranno solo se riusciranno a negoziare l'acquisto di una capra viva con qualche nomade Maasai, talora in transito nella zona. La macelleranno con l'antico rituale africano, spillandone prima il sangue, da bere direttamente dalla giugulare recisa dopo il soffocamento. Poi la arrostiranno sul fuoco da campo, da tenere acceso per tutta la notte, alternandosi in turni di guardia, ascoltando gli aneddoti raccapriccianti della guida veterana, scrutati da centinaia di occhi troppo luminosi e attenti a cogliere qualsiasi possibilità di cibo. Le latrine non vengono predisposte in questi casi, perché la mancanza di intimità è piuttosto gradita. Si dorme vestiti sul nudo terreno, non in un sacco a pelo, per poter essere subito in piedi e operativi in caso di pericolo.
Ritorneranno alla civiltà caotica di Mombasa per il volo di partenza solo dopo 8 giorni intensi, per certi versi stressanti e per altri emotivamente ricchi. Avranno vissuto esperienze forti, non diluite nella solita quotidianità ma affrontate sotto una costante tensione generata da uno strano senso di emergenza diffusa, anche se non evidente. Saranno stanchi ma in totale benessere quando l'adrenalina se ne andrà e perfino un po' malinconici al ritorno (è il mal d'Africa). Porteremo a casa tutto questo: un "tour de force" di iniziazione per alcuni, di verifica per altri, di normale condizione per chi ci vive sempre e di inedita valenza documentaristica per chi potrà vederlo in poltrona.

Andrea BORTOLUZZI, Segretario generale AIEA

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